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	<title>Centro Walter Tobagi - Pisa</title>
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		<title>SOLDATO DI VENTURA</title>
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&lt;p&gt;SOLDATO DI VENTURA &lt;br class='autobr' /&gt;
Un'umida serata di fine estate . Siamo al 19 di settembre all'imbrunire, alle porte di Roma. Tanti soldati ammassati lungo le mura di questa grande citt&#224; guidata da un governo papalino. Bersaglieri dell'esercito piemontese comandati dal generale Cadorna, attendono ordini per dare inizio alle attivit&#224; di guerra, contro l'esercito del Papa, il cui alleato &#232; in quel frangente Napoleone terzo di Francia. Tanti fuochi accesi si mescolano fra il calpestio degli animali, il confuso (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://spip.tobagi.eu/spip.php?rubrique8" rel="directory"&gt;UNA NOTTE DI TANTI ANNI FA&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;SOLDATO DI VENTURA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un'umida serata di fine estate . Siamo al 19 di settembre all'imbrunire, alle porte di Roma. Tanti soldati ammassati lungo le mura di questa grande citt&#224; guidata da un governo papalino. Bersaglieri dell'esercito piemontese comandati dal generale Cadorna, attendono ordini per dare inizio alle attivit&#224; di guerra, contro l'esercito del Papa, il cui alleato &#232; in quel frangente Napoleone terzo di Francia. Tanti fuochi accesi si mescolano fra il calpestio degli animali, il confuso vocio dei soldati, lo scoppiettio della legna , che fa sobbalzare in aria scintille di fuoco. Nei pressi di uno di questi raduni vicino ad un fuoco vi sono i protagonisti di questa breve storia . Un capitano dei bersaglieri del re d'Italia, Conte Giordano e un&#8230;.chiamiamolo soldato di ventura, sergente Mattei. Capitan Giordano, alto, corpo atletico, naso aquilino, occhi neri scintillanti, folti capelli neri. Una divisa azzurra con ampie spalline dorate. La spada appesa al corpo, inguainata in un fodero argentato, deposto su uno sgabello il cappello piumato dei bersaglieri, con nei pressi bene in vista il fucile ad avancarica di dotazione. Il nostro sergente Mattei invece, di bassa statura. Corporatura robusta di chi ha praticato sport di fatica, indossa una divisa mimetizzata da macchie verdi su uno sfondo marroncino chiaro. Un grande cinturone stretto alla vita al quale &#232; appesa la fondina con la pistola e dove trovano posizione due pigne d'acciaio. L&#236; nei pressi un fucile con caricatore sotto la canna e arrotolato a terra un cinturone porta proiettili con sopra un copricapo marrone in acciaio con un fregio centrale. Fra il fumo dei fuochi e la nebbietta serale si intravedono i cannoni , numerosi, piazzati per sparare contro la cinta muraria della citt&#224;. Tu, soldato come ti sei vestito? Cosa vuol dire questo abito che indossi? Qual &#232; il corpo militare a cui appartieni? Non ho mai visto una simile divisa. E poi&#8230;. Questo fucile, questa pistola, quelle pigne al cinturone &#8230;.. non capisco. Signore, io sono un soldato venuto da tanto lontano. Non so neanche io come posso essere capitato qui stasera. Per la verit&#224; mi trovavo da tutt'altre parti a fare servizi di pattugliamento in un paese dove le azioni di terrorismo dovevano essere debellate. Poi d'un tratto c'&#232; stato un grande &#8221;botto&#8221;, sono stato sbalzato dalla mia autoblindo, ho sbattuto la testa &#8230;&#8230; ed eccomi qui con voi. Azioni di terrorismo, autoblindo, cosa significa tutto questo? Soldato ma di cosa stai parlando? Signore&#8230;&#8230;.. non sto parlando di niente, adesso sono qui e attendo ordini . Bravo&#8230;per&#242; questa divisa e queste armi, b&#232;&#8230;. Ne parleremo dopo che Roma sar&#224; conquistata e anche te avrai l'onore di partecipare a quest'azione che far&#224; la storia del nostro paese: la storia D'Italia. Signore, ai suoi comandi. Al mattino presto la luna pian pianino si schiariva , all'orizzonte una flebile luce faceva capolino, nel cielo si intravedevano le fughe delle nebbie , mescolate ai fumi dei resti dei fuochi della notte, quando d'un tratto comandi secchi e decisi si alzarono e il fuoco dei cannoni inizi&#242; l'opera di demolizione delle mura di Roma. Bersaglieri all'attacco, entarono nella citt&#224; eterna ed io e il mio capitano corremmo verso una carrozza gi&#224; pronta per la partenza. D'un tratto apparve fra i fumi degli scoppi e il frastuono delle fucilate e delle cannonate un uomo alto vestito di bianco, con un copricapo ed un mantello color porpora . Il mio capitano, si ferm&#242; come impietrito: Santit&#224;&#8230;.. io&#8230;. Noi&#8230; siamo venuti a prendere Roma da oggi, venti settembre sar&#224; la capitale D'Italia. Voi&#8230;.. Voi&#8230;.. Miscredenti, andate contro la volont&#224; di Dio e della Chiesa. No, santit&#224;, replicai io, mentre capitan Giordano mi guardava sbalordito, non andiamo affatto contro la volont&#224; di Dio, perch&#233; Roma &#232; rimasta nella storia la citt&#224; del Papa. Cosa dici tu, come fai a saperlo? Sei forse un preveggente? Stavo per rispondere io&#8230;.. quando un forte colpo in testa mi ammutol&#236; e andai verso un infinito corridoio di luce e di fuoco. Poi una voce, un'altra voce , qualche schizzo d'acqua&#8230;. Sergente Mattei si svegli forza, torni fra noi! Aprii gli occhi. Di fronte c'era il mio capitano: meno male sergente si &#232; ripreso. Che forte botta per&#242;! E' si replicai, ma oggi che giorno &#232;? E' il venti di settembre. Gi&#224; dissi, la breccia di Porta Pia. La breccia di Porta Pia? Ma cosa sta dicendo? Niente capitano , niente, &#232; stato soltanto un sogno.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Nuovo articolo</title>
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		<title>RACCONTO FANTASTICO</title>
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		<dc:creator>Raimondo Pistoia</dc:creator>



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&lt;p&gt;Accadde un mattino di primavera. Ero alla guida della mia auto, forse una distrazione di troppo e bang. Un grande botto e la fine. Mi ritrovai qualche tempo dopo in un immenso salone dove tante altre persone erano in attesa. Una voce dall'altoparlante fece il mio nome. mi alzai e mi incamminai verso il luogo delle indicazioni datemi. Una signora di mezza et&#224; molto bella mi accolse e mi preg&#242; di sedere. Da quel momento fu un susseguirsi di domande. Cosa facevo nella vita passata, (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://spip.tobagi.eu/spip.php?rubrique8" rel="directory"&gt;UNA NOTTE DI TANTI ANNI FA&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Accadde un mattino di primavera. Ero alla guida della mia auto, forse una distrazione di troppo e bang. Un grande botto e la fine.&lt;br class='autobr' /&gt; Mi ritrovai qualche tempo dopo in un immenso salone dove tante altre persone erano in attesa. Una voce dall'altoparlante fece il mio nome. mi alzai e mi incamminai verso il luogo delle indicazioni datemi.&lt;br class='autobr' /&gt; Una signora di mezza et&#224; molto bella mi accolse e mi preg&#242; di sedere.&lt;br class='autobr' /&gt; Da quel momento fu un susseguirsi di domande. Cosa facevo nella vita passata, quali erano i miei obby. Quante volte mi ero innamorato. Cosa amavo di pi&#249; in quella vita e tante altre domande. Risposi un p&#242; a tutto ma dentro di me mi chiedevo dove fossi finito. lei se ne accorse e mi disse: &#034;non ti preoccupare non potr&#224; accaderti niente di pi&#249; di ci&#242; che gi&#224; hai vissuto morendo. Ma., replicai io, cosa sto facendo in questo posto? Sei in attesa di conoscere il tuo futuro. Il mio futuro? S proprio quello. Pu&#242; darsi che tu possa andare avanti nel programma del nostro universo e allora seguirai un percorso innovativo oppure dovrai rassegnarti a tornare sulla terra. Ma se sono morto come posso tornarvi? Ci sei gi&#224; tornato altre otto volte e questa se fosse sarebbe la nona. La guardai sempre pi&#249; perplesso e le chiesi: ma chi decider&#224; tutto questo? Non sar&#242; io, stai tranquillo, la decisione sar&#224; persa dal tribunale.&lt;br class='autobr' /&gt; Dal tribunale? chiesi io. Ma che ho fatto di male? Niente. Semplicemente vi saranno delle persone con ampi gradi di crescita universale che valuteranno il tuo stato d'intelligenza. Il mio stato d'intelligenza? Si perch&#232; te non sai che sulla terra gli uomini adoprano soltanto un decimo della propria intelligenza. Difficilmente arrivano a tre decimi e chi lo fa, di qu&#224; ha poche difficolt&#224; per seguire il programmma. Ecco, stanno suonando, ti accompagno in aula. Un tavolo a ferro di cavallo. Una decina di uomini e donne seduti a guardarmi e a sorridere. Venga signore si sieda. Stia tranquillo vogliamo soltanto capire chi &#232; lei e cosa &#232; nelle condizioni di fare . Tante domande. Un susseguirsi di schemi pi&#249; o meno comprensibili.Poi una domanda: lei, signore,quante volte ha dato aiuti al prossimo pi&#249; bisognoso? Ma, non so, penso svariate volte.&lt;br class='autobr' /&gt; Lo ha fatto sempre con spirito di solidariet&#224; o invece magari un p&#242; scocciato? Non risposi a questa domanda. Mi fecero uscire e dopo un p&#242; su un grande schermo apparve la mia sentenza: il signore esaminato pu&#242; tornare sulla terra. &lt;br class='autobr' /&gt; Una forte luce illumin&#242; la camera. il sole era alto nel cielo. In lieve venticello di primavera aveva aperto le imposte della finestra. Sonnecchiavo, finch&#232; non mi svegliai del tutto e forse un p&#242; turbato mi incamminai verso gli impegni della giornata.&lt;br class='autobr' /&gt; Stranamente ero nella pi&#249; totale confusione mentale. Uscii di casa e come mio solito andai a prendere l'auto. Non la trovai e questo mi cre&#242; un gran disappunto. Qualcuno mi vide e rest&#242; allibito: ma lei, lei, non era, non era.... Ma non aveva avuto un grave incidente? Lo guardai incredulo, ma poi pian pianino ricostruii ci&#242; che mi era acccaduto. Gi&#224; &#232; vero ero morto in un incidente stradale. Adesso per&#242; sono qu&#236; e dovr&#242; riprendere il corso della vita. Mi tastai le parti del corpo. Mi toccai il viso. Feci un profondo respiro: e' tutto al posto dissi fra me, adesso ricominciamo. Poi per&#242; cominciai a pensare quanto tempo fosse passato da quell'incidente. Chiss&#224; forse tanti anni sono trascorsi ed oggi tutto sar&#224; cambiato. Provai ad andare in ufficio: non c'era pi&#249;. Al suo posto trovai un supermercato. E adesso che faccio? Chiss&#224; forse all'angrafe del comune sapranno dirmi....&lt;br class='autobr' /&gt; Meglio lasciar perdere. Acquisto un quotidiano guardo la data 20 giugno 2015 . Erano passati venticinque lunghi anni e adesso non mi restava che ricominciare tutto da capo. Preso dalla paura tornai a casa. Soltanto allora mi resi conto che tutto era cambiato. la mobilia, la disposizione delle stanze, le persone, tutte a me estranee. Finch&#232; una calda voce femminile mi chiamo' : Franco, sei proprio tu? Quanto ti ho aspettato! La guardai con attenzione e fra il grigio dei capelli e qualche ruga sul viso intravidi la mia compagna. Sono tornato e adesso ricominciamo insieme.&lt;br class='autobr' /&gt; Le mani si strinsero e ci incaminammo verso la nuova vita.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>RACCONTO NOIR</title>
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		<dc:date>2006-11-29T16:08:55Z</dc:date>
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		<dc:creator>Raimondo Pistoia</dc:creator>



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&lt;p&gt;raimondo pistoia ha scritto: &lt;br class='autobr' /&gt;
29 Novembre, 2006 15:04 &#8230;&#8230;&#8230;. Scappai dall'appartamento stravolto e scioccato. Era notte fonda, l'umidit&#224; dell'aria impolpava i vestiti. Una flebile luna irraggiava qua e l&#224; le strade cittadine. Sudavo copiosamente, nonostante la temperatura non fosse poi cos&#236; alta. In mano stringevo quel pugnaletto, che d'istinto avevo impugnato per difendermi. Cosa mi accadr&#224; adesso? Gi&#224; la mia vicina mi ha chiamato assassino, come avessi ucciso qualcuno! ma tu guarda in che guaio mi (...)&lt;/p&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;raimondo pistoia ha scritto:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;29 Novembre, 2006 15:04 &lt;br class='autobr' /&gt;
&#8230;&#8230;&#8230;. Scappai dall'appartamento stravolto e scioccato. Era notte fonda, l'umidit&#224; dell'aria impolpava i vestiti. Una flebile luna irraggiava qua e l&#224; le strade cittadine. Sudavo copiosamente, nonostante la temperatura non fosse poi cos&#236; alta. In mano stringevo quel pugnaletto, che d'istinto avevo impugnato per difendermi. Cosa mi accadr&#224; adesso? Gi&#224; la mia vicina mi ha chiamato assassino, come avessi ucciso qualcuno! ma tu guarda in che guaio mi trovo! Esco dal lavoro stanco per l'ora tarda e cosa trovo in casa? Una donna moribonda nella vasca della mia casa. Tante foto che ci ritraggono insieme, come fossimo davvero marito e moglie. Questa cosa ha dell'incredibile ed &#232; capitata proprio a me. Adesso cosa faccio? non ho niente per coprirmi. Ho lasciato tutto in casa nella fretta per uscire. La macchina &#232; in garage. Ho con me pochissimi soldi e un bancomat con conto quasi scoperto. chiss&#224; forse a quest'ora la polizia star&#224; facendo i rilievi e gi&#224; il mio nome e la mia fota circoleranno con le volanti. Senti&#8230;.. una sirena&#8230;.. saranno loro a cercarmi sicuramente. devo trovare una soluzione a questo stato di cose al pi&#249; presto. Che fare dunque? Tornare in ufficio di cui ho ancora le chiavi?. Ma&#8230; per la notte potrebbe andare, ma alle prime luci dell'alba devo assolutamente andare via dalla citt&#224;. Mi guardo intorno con sospetto ed entro in azienda. Ho lavorato qu&#236; per tanti anni. In fondo sono sempre stato un impiegato modello, un bravo ragioniere. pensavo fra me, quasi a giustificare questa azione. Accesi la lampada della scrivania e con il viso appoggiato ai palmi delle mani e gli occhi rivolti al buio della stanza, ritornai col pensiero ai fatti che mi erano accaduti durante quelle ore. Ma cosa sar&#224; mai successo. Chi mai sar&#224; stata quella donna morente nella mia vasca da bagno. Chi l'avr&#224; colpita. Perch&#232; mai proprio a casa mia. Adesso mi arresteranno. Troveranno quella specie di pugnale. Ce l'ho ancora con me. Non me ne sono neanche disfatto. Perch&#232; poi avrei dovuto farlo, visto che non ho fatto niente? Suonano. Sono loro. I poliziotti. vengono ad arrestarmi. Mi porteanno nel carcere cittadino in attesa che il Magistrato di turno mi interroghi sui fatti accaduti. ma cosa ho da dirgli io che non so niente? Come far&#242; a farglielo capire? Drin&#8230; Drin&#8230; E dai con il campanello. cosa devo fare, non mi resta che aprire. Cos&#236; godr&#242; le ultime ore della notte in compagnia di secondini e carcerati. La vedo gi&#224; quella cella. Piccola e stretta. Con una finestrella inferrata. Tanta vernice lucida sulle pareti. Un piccolo lavandino. un fornelletto. Un lettuccio a castello e tanta pena. Drin&#8230;, Drin&#8230;.. Ragioniere, c'&#232; lei dentro, per favore apra la porta! Bum&#8230;Bum.. Bum&#8230; Colpi di mano sul portone. ragioniere apra &#232; tardi. Ho lasciato le chiavi a casa , sono l'addetto alle pulizie!. Mi svegliai di soprassalto e dissi: sono innocente!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>RACCONTO DI GUERRA</title>
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		<dc:date>2006-11-28T21:39:24Z</dc:date>
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		<dc:creator>Raimondo Pistoia</dc:creator>



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&lt;p&gt;RACCONTO DI GUERRA &lt;br class='autobr' /&gt;
Ogni cittadino nelle societ&#224; di tutti i tempi democratici ha espresso ed esprime ci&#242; che meglio crede in funzione delle proprie esperienze, del proprio modo di vivere, delle proprie ambizioni. L'insieme di queste condizioni conduce ognuno di noi verso le grandi e le piccole scelte sociali. Cos&#236; il benessere come il malessere sono frutto di scelte giuste o errate su scala generale,causate in larga misura dagli istinti e dalle condizioni civili di ogni singolo soggetto (...)&lt;/p&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;RACCONTO DI GUERRA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ogni cittadino nelle societ&#224; di tutti i tempi democratici ha espresso ed esprime ci&#242; che meglio crede in funzione delle proprie esperienze, del proprio modo di vivere, delle proprie ambizioni. L'insieme di queste condizioni conduce ognuno di noi verso le grandi e le piccole scelte sociali.&lt;br class='autobr' /&gt;
Cos&#236; il benessere come il malessere sono frutto di scelte giuste o errate su scala generale,causate in larga misura dagli istinti e dalle condizioni civili di ogni singolo soggetto componente la societ&#224;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ogni uomo ,dunque, d&#224; il proprio contributo perch&#233; il paese in cui vive abbia le condizioni necessarie per l'affermazione economica e quindi la prosperit&#224;.&lt;br class='autobr' /&gt;
Le societ&#224; si evolvono secondo gli indirizzi che ogni cittadino esprime e sono tali che turbamenti, passioni, amori, istinti, odi, stiano alla base di ogni scelta di civilt&#224;.&lt;br class='autobr' /&gt;
E' cos&#236; che nascono i grandi movimenti e i grandi pensieri nelle societ&#224;; ed &#232; cos&#236; che nascono la guerra e la pace. Essi interpretano gli stati d'animo delle societ&#224;:bont&#224; e cattiveria in un susseguirsi di violenti avvenimenti, che misurano l'uomo e il suo essere sociale, nudo da ipocrisie e menzogne.&lt;br class='autobr' /&gt;
In questo quadro psico- sociale nasce la guerra:una condizione personale e sociale in cui vengono a mancare tutti gli elementi di mediazione ma prevale la furbizia, la prevaricazione, il ricatto, la violenza anche strisciante, la sottomissione forzata e cos&#236; via.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ma ogni uomo vive dentro di s&#233; una propria guerra , che lo fa sentire libero da tutto ci&#242; che lo rende insoddisfatto. L'insieme di queste piccole guerre personali&lt;br class='autobr' /&gt;
conduce ai grandi scontri sociali e alle vere e proprie guerre .&lt;br class='autobr' /&gt;
Anche altri elementi,tuttavia, intervengono a completamento del quadro bellicoso: la Patria e i propri valori, il sentimento di vittoria, l'ipotesi di guerra giusta e quant'altro si pu&#242; pensare per avvalorare tale ipotesi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Cos&#236; un bel giorno le radio, le TV, i giornali, cominciarono a dare notizie in relazione a grandi ed inusuali movimenti di truppe presso i nostri confini, al di l&#224; della loro linea di demarcazione: lo Stato nostro confinante forse preparava la guerra? Questo si domandavano a grandi titoli i giornali del nostro Paese e tutta quanta la popolazione.&lt;br class='autobr' /&gt;
Per strada gruppi di persone parlavano preoccupate , nei bar e nei ritrovi pubblici , in famiglia, la preoccupazione era collettiva.&lt;br class='autobr' /&gt;
Le forze politiche, ognuna in proprio all'inizio, in seguito tutte insieme ,diedero vita a grandi menifestazioni di pace, erano intente a riunirsi, a discutere, a scrivere documenti, a cerare e a sdrammatizzare gli allarmi.&lt;br class='autobr' /&gt;
Le istituzioni, tutte, con i rispettivi Consigli, convocati d'urgenza e posti in seduta permanente, erano intente a manifestare tutto il loro sdegno nei riguardi della guerra che, per volont&#224; di altri, con tutta probabilit&#224; sarebbe scoppiata.&lt;br class='autobr' /&gt;
La Chiesa, gi&#224; mossasi col proprio volontariato per portare aiuti ed essere presente con tempestivit&#224; nel momento del bisogno, sacrificava le proprie ore di preghiera alle richieste pressanti di pace. Il governo, sdrammatizzando, non faceva che avvalorare tutte le ipotesi, ivi compreso un conflitto bellico.&lt;br class='autobr' /&gt;
Ecco&#8230; questo era il quadro sociale in cui mi trovai a convivere un bel mattino di primavera mentre mi accingevo ad andare a lavoro.&lt;br class='autobr' /&gt;
La gente sembrava impazzita. Tutti volevano dire la loro:ognuno aveva la propria tesi e la propria risolutiva medicina. Addirittura c'erano i giovani cos&#236; interessati, che molti di essi si eccitavano all'idea di partecipare ad una vera guerra.&lt;br class='autobr' /&gt;
Mi fermai a comprare il giornale e qualcuno mi chiese cosa ne pensassi .-A ndremo alla guerra?- Mi chiesero.- Mah, non so- risposi- &#232; ancora prematuro parlare di conflitto, c'&#232; da augurarsi che i nostri governanti riescano a scongiurarlo-.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Questo &#232; vero- mi fece eco un signore- intanto per&#242; mio figlio &#232; stato richiamato in servizio militare!-&#8230;- Anche il mio!-..- E il mio!- Risposero in diversi, facendomi davvero riflettere. Allora considerai l'ipotesi che la guerra fosse possibile, ma non abbandonai la speranza che ci fosse sempre spazio per qualche intesa.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; No!- grid&#242; un anziano signore- i nostri vicini sono popoli violenti e cercano da sempre di accaparrarsi i nostri territori,. sicuramente ci attaccheranno e noi dovremo essere pronti a difenderci-. &#8211;Mah- replicai- credo che gli interessi pi&#249; che territoriali siano politici ed economici ed &#232; proprio per queste ragioni che non dispero per la pace.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Ha ragione lui- url&#242; un giovane- non ci sono problemi territoriali, in fondo questo popolo non &#232; neanche numeroso e il territorio in cui vive ed opera gli &#232; pi&#249; che sufficiente, esso vuole invece aiuti economici e spazi commerciali-.&lt;br class='autobr' /&gt;
Un'altra voce di donna si un&#236; al coro e anch'essa sostenne la tesi che la guerra poteva essere scongiurata. La breve discussione ebbe termine e mi incamminai verso l'azienda dove lavoravo.&lt;br class='autobr' /&gt;
In ufficio trovai Gianna, La mia collega, anch'essa assai preoccupata per la possibilit&#224; di un imminente conflitto: ho mio fratello, &#232; stato richiamato in servizio militare e la cosa mi turba assai. La trovai pallida in viso e, con tristezza mista a preoccupazione, mi disse che la guerra era ormai cos&#236; prossima, che noi neanche ce lo immaginavamo. Io, comunque ,continuavo a non disperare sulla possibilit&#224; di trovare un accordo.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Non &#232; possibile a questo punto trovare accordi- replic&#242; lei-ormai &#232; tutto finito: siamo alla invasione e dovremo difenderci. E' probabile- continuai- per&#242; io spero ancora che le cose si aggiustino &#8230;vedrete che la guerra sar&#224; sicuramente scongiurata-. &#8211;Cer&lt;br class='autobr' /&gt;
to- continu&#242; lei- basta dare loro ci&#242; che vogliono ma questo non sarebbe davvero accettabile!-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Ma cosa questa gente chiede lo sappiamo? &#8211;Mah, non lo so davvero, anche i giornali fanno tanta confusione, comunque non dobbiamo darla loro vinta-. &#8211; Allora- dissi- &#232; possibile che abbiano un fondo di ragione e che si possano trovare condizioni di mediazione!-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Non credo- mi replic&#242;- quella &#232; gente che pensa soltanto ai propri interessi e non &#232; mai stato possibile trovare accordi su niente-&lt;br class='autobr' /&gt;
Uscii dalla stanza cupo e pensieroso per la discussione avuta con Gianna e mi affacciai in un altro ufficio dove Mario mi disse: hai visto? Siamo alla guerra! E pensare che per tanti anni siamo stati in pace, quasi non ci credo: ma cosa cerca da noi quella gente! Guarda Mario- replicai- io sono dell'opinione che se un popolo pacifico d'un tratto fa la guerra , una ragione dovr&#224; pur esserci, ed &#232; ci&#242; che dobbiamo capire e risolvere, intervenendo con decisione e con fermezza, usando &lt;br class='autobr' /&gt;
ogni strumento di pace che abbiamo a disposizione-.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Eh s&#236;, tu ragioni bene, intanto figli e nipoti sono stati richiamati alle armi e tutto il paese &#232; in fermento per colpa di questa gente, che non trova di meglio da fare che aggredirci per vivere alle nostre spalle e sfruttare il nostro lavoro-.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Perch&#233;- riflettei a voce alta- forse che il benessere, le risorse naturali, sono nostra esclusiva propriet&#224;?- - Certamente- mi replic&#242;- sono nostri e dovremo difenderli-.&lt;br class='autobr' /&gt;
Uscii pensieroso per le discussioni avute con i miei colleghi di lavoro e certamente il mio turbamento non miglior&#242; quando scesi in strada: era in corso un furibondo temporale autunnale. La pioggia cadeva forte, le nuvole si addensavano in un cielo sempre pi&#249; scuro e pauroso. Le saette volteggiavano fra le case e i tuoni rombavano &lt;br class='autobr' /&gt;
attraverso i vicoli che li amplificavano. Un gelido vento attraversava le vesti per giungere fin sulla pelle non pronta ancora ad affrontare basse temperature. La citt&#224; si oscurava ad intermittenza finch&#232; le luci si spensero definitivamente per lunghissime ore:un grosso guasto aveva interrotto la nostra centrale elettrica.&lt;br class='autobr' /&gt;
Giunsi a casa bagnato e infreddolito ma fermamente deciso a fare le valigie per andare nei luoghi dove si stava preparando la guerra.&lt;br class='autobr' /&gt;
Partii di buon ora il mattino seguente, la pioggia fitta e insistente cadeva ancora, il cielo era sempre pi&#249; grigio, a malapena si intravedevano le sagome delle case, contavo comunque di arrivare a destinazione in tarda serata dello stesso giorno.&lt;br class='autobr' /&gt;
La distanza era tanta e il viaggio si svolgeva parte in treno e parte in aereo.&lt;br class='autobr' /&gt;
Con un piccolo bagaglio a mano e intabarrato in un comodo impermeabile che mi ricopriva fin sulla nuca ,mi accomodai nello scompartimento che trovai totalmente vuoto. Dopo una decina di minuti sal&#236; anche una giovane signora, credo non superasse i 30-35 anni. La salutai come si conviene in queste circostanze e l'aiutai a deporre il bagaglio sopra il sedile. Ella mi ringrazi&#242; per la gentilezza e ricambi&#242; il saluto. Durante il viaggio, in un momento di pausa dalla lettura di una banale rivista, le chiesi dove fosse diretta. Mi rispose che aveva degli impegni di lavoro nei luoghi dove si preparava la guerra. -Sono una giornalista- disse e sono stata inviata dal mio giornale sui luoghi di tensione per fare dei servizi. Lei invece dove &#232; diretto?-&lt;br class='autobr' /&gt;
Anch'io sto andando da quelle parti- risposi- ma non per lavoro, per vedere invece come davvero stanno le cose.-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Lei di tutto questo stato di cose cosa ne pensa?-le chiesi.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Mah, non saprei cosa rispondere, in fondo questo popolo penso si trovi in condizioni di grande bisogno di risorse e in un modo o nell'altro gli stati pi&#249; ricchi dovranno pur fare qualcosa, non si pu&#242; pensare oggi che un intero popolo rischi la fame, permettere che questo avvenga sarebbe una gravissima ingiustizia-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; S&#236;- replicai-per&#242; il nostro paese non mi pare abbia fatto granch&#232; oltre che prepararsi per la guerra, anzi mi sembra che non si sia posto minimamente il problema che questo popolo potesse avere problemi di sopravvivenza-.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Sa- mi rispose- questo &#232; il frutto dell'egoismo che solitamente matura nelle condizioni di benessere e penso ci sia da fare ben poco per migliorarlo: per&#242; anche loro a voler fare subito la guerra! Avrebbero potuto usare altri mezzi.-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; Mah- replicai- questo &#232; pur vero, ma lei si metta nei panni di chi sta veramente male e non trova nessuno che l'aiuta e poi mi racconter&#224;-.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il dialogo ebbe una breve pausa perch&#233; il treno rallent&#242; e tutti ci affacciammo al finestrino:era un semaforo rosso acceso per lavori e la cosa non ci turb&#242; pi&#249; di tanto.&lt;br class='autobr' /&gt;
Giunse cos&#236; il momento delle presentazioni: -Io sono Roberto- dissi-&lt;br class='autobr' /&gt; -Ed io Francesca!-.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; E' sposata?-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; No sono nubile, sa col mio mestiere sarebbe stato tutto pi&#249; difficile con la famiglia!- -E' vero- risposi.
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; E lei invece &#232; sposato?-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; No, neanche io e credo ormai, vista l'et&#224;. che non lo sar&#242; pi&#249;-.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbe termine il viaggio in treno dopo tante ore. Gi&#224; alla stazione di arrivo trovammo &lt;br class='autobr' /&gt;
tantissimi soldati che attendevano di essere trasportati con i camion verso l'aeroporto. Noi vi giungemmo con un mezzo di fortuna e trovammo centinaia di soldati in assetto di guerra, tanta polizia e fummo soggetti ad una miriade di controlli.&lt;br class='autobr' /&gt;
Dopo lunghe ed interminabili soste ci sedemmo in aereo, davvero stanchi e assai meravigliati delle lungaggini burocratiche che avevamo dovuto subire.&lt;br class='autobr' /&gt;
Il viaggio in aereo dur&#242; alcune ore e francamente fu assai meno tranquillo del precedente:ci avvicinavamo alla zona di guerra e numerosi erano gli interrogativi che dentro di noi ci ponevamo: ci spareranno qualche missile? Arriveranno i caccia nemici? Nell'aereo c'era un silenzio di tomba. Tutti avevamo paura, anche dei nostri movimenti.&lt;br class='autobr' /&gt;
Arrivammo comunque a destinazione:era un piccolo aeroporto di frontiera, completamente controllato dai militari, circondato da case matte, da tende da campo, da posti di controllo blindati dotati di mitraglie. C'erano autoblindo sparse in tutto il campo, aerei da combattimento rollavano sulla pista insieme a tre grossi aerei bombardieri. Era notte fonda, le nuvole minacciose correvano in cielo mosse da un fortissimo vento. Per fortuna la pioggia era cessata perch&#232; i canali di scolo nei dintorni dell'aeroporto tracimavano acqua da ogni parte. Ancora incappucciati nei nostri impermeabili ci incamminammo verso un posto di piccolo ristoro, appena illuminato. Francesca mi chiese dove fossi alloggiato, le risposi che ancora non lo sapevo. -Venga pure nel mio albergo allora! Sicuramente l&#224; troveremo una camera anche per lei.In fondo potrebbe essere il mio assistente fotografo!-&lt;br class='autobr' /&gt; Mi piace l'idea- risposi- vada per il suo albergo e per l'assistente fotografo!.&lt;br class='autobr' /&gt;
Uscimmo e ci incamminammo verso i luoghi pi&#249; a rischio: da quelle parti il confine si stendeva per qualche migliaio di chilometri: Laggi&#249; erano disposti in pieno assetto di guerra centinaia e centinaia di soldati le cui ombre si perdevano lungo l'interminabile linea di demarcazione. Avevamo una cartina che ci illustrava tutte le postazioni militari poste lungo il confine. Notammo che ogni venti chilometri, ben realizzato e protetto si trovava un piccolo aeroporto. In mare ad est erano dislocate tre portarei e numerose navi da guerra per proteggerle. Centinaia di carrarmati correvano per tutto il confine. Intanto i caccia che avevamo sentito rollare sulla pista ora solcavano rumorosamente il cielo, rompendo lo scorrere delle nuvole e la furia del vento. Gli ordini secchi e chiari dei comandanti rompevano i silenzi della notte.&lt;br class='autobr' /&gt;
Tutto lasciava pensare che la guerra, lo scontro fra le parti fosse ormai questione di minuti. Ad un certo punto per&#242; una folla imponente di persone di ogni et&#224;, armate di cartelli e scritte pacifiste, comparve all'orizzonte. Erano migliaia di persone. Sui cartelli avevano scritto &#8220;vogliamo la pace&#8221;, su altri &#8220;siamo un popolo pacifico&#8221;, &#8220;chiediamo soltanto aiuti a chi ha tanta pi&#249; ricchezza di noi&#8221;. E ancora, ma questa era la nostra gente&#8221;aiutiamo questa popolazione!&#8221; Dalla lingua parlata e dalle scritte capimmo dunque che quelle decine di migliaia di persone erano nostri concittadini e &lt;br class='autobr' /&gt;
persone dello Stato a cui stavamo per fare la guerra. Tutti gridavano pace, tutti si abbracciavano, ma i soldati no. I soldati delle due parti si guardavano e si caricavano con gesti di sfida. Poi ad un certo punto echeggiarono nell'aria ordini secchi: sparate! Sparate! E cos&#236; fu. Intanto i manifestanti giungevano da ogni parte&#8230; erano diventati tantissimi ed anche Francesca si un&#236; a loro e cominci&#242; ad intervistarli. I soldati sparavano, sparavano tanto. Le mitraglie iniziarono a cantare inni di morte. Morirono in tanti&#8230; armati soltanto di pace e di fratellanza. Cadde anche Francesca, fu ferita a morte. La raccolsi, sanguinava dalla bocca e aveva un'ampia ferita all'addome.Era pallida e un triste sorriso le solcava il viso. Mi disse:- ciao amico mio! Hai visto quanta gente!? Tutti vogliono la pace, perch&#233; ci hanno sparato allora!?- Mor&#236;, mor&#236; &lt;br class='autobr' /&gt;
mentre tentavo di soccorrerla. Mi misi a piangere , ad urlare contro i soldati ma la mia voce si perse fra il rumore assordante dei colpi di arma da fuoco, del vento che fischiava forte, degli aerei che solcavano il cielo, delle grida di pace che i morti gi&#224; facevano giungere alle nostre orecchie. Anch'io fui ferito ad una mano,fui poi medicato in un ospedale da campo.&lt;br class='autobr' /&gt; Ma di colpo gli spari cessarono. Qualcuno dette l'ordine di fermarli. Era un signore piccolo .Seppi poi che era il comandante delle nostre truppe. Mi chiesi perch&#233; non l'avesse fatto prima e soprattutto perch&#233; mai tutto questo era cominciato. Lo chiesi a voce alta, poi lo urlai, qualcuno mi guard&#242; con tristezza, altri si allontanarono, in molti si peroccuparono di rientrare nei ranghi come se niente fosse accaduto. Erano morte migliaia di persone perch&#233; qualcuno aveva dato l'ordine di sparare. La guerra per&#242; fu scongiurata perch&#233; all'ultimo momento i nostri governi avevano trovato un accordo. E tutti quei morti? continuai a chiedere &lt;br class='autobr' /&gt; Questa volta ebbi una secca risposta:- E'stato un incidente, un maledetto incidente di guerra!-&lt;br class='autobr' /&gt;
Tornai a casa il giorno successivo e in ufficio i miei colleghi :- hai visto, tutto &#232; andato per il meglio. La guerra non c'&#232; stata: C'&#232; stata soltanto qualche scaramuccia con alcuni civili scalmanati. Qualche ferito e niente pi&#249;-
&lt;br /&gt;&lt;img src='http://spip.tobagi.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif?1567465151' width='8' height='11' class='puce' alt=&#034;-&#034; /&gt; .Gi&#224;- risposi- &#232; andata proprio cos&#236; . Due lacrime mi solcarono le guance,un nodo mi strinse la gola.&lt;br class='autobr' /&gt;
Era un' assolata giornata di autunno, le foglie erano cadute copiose dagli alberi, qualche passero gironzolava in cerca di cibo, un lieve vento freddo colpiva le vesti e il corpo. Due occhi azzurri, forse, mi guardavano dal cielo:- Addio Francesca, davvero tutto questo ha avuto un senso?-&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>RACCONTO BREVE</title>
		<link>http://spip.tobagi.eu/spip.php?article51</link>
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		<dc:date>2006-11-28T21:26:59Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raimondo Pistoia</dc:creator>



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&lt;p&gt;Racconto Breve: Franco Pievani, Gianluca Forti, Serena Cavalieri &lt;br class='autobr' /&gt; Una spiaggia deserta e i gabbiani accoccolati qua e l&#224; fra le dune sparse in questo desolato paesaggio a due passi dalla citt&#224;. Una leggera brezza serale iniziava a farsi sentire e, anche se ormai la primavera era inoltrata, c'era ancora bisogno del maglione. Il Sole stava calando all'orizzonte e il mare si colorava lentamente di rosso. Leggere onde si proponevano in ombra sulla sabbia e le dune parevan muoversi fra (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://spip.tobagi.eu/spip.php?rubrique8" rel="directory"&gt;UNA NOTTE DI TANTI ANNI FA&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Racconto Breve: Franco Pievani, Gianluca Forti, Serena Cavalieri&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; Una spiaggia deserta e i gabbiani accoccolati qua e l&#224; fra le dune sparse in questo desolato paesaggio a due passi dalla citt&#224;. Una leggera brezza serale iniziava a farsi sentire e, anche se ormai la primavera era inoltrata, c'era ancora bisogno del maglione. Il Sole stava calando all'orizzonte e il mare si colorava lentamente di rosso.&lt;br class='autobr' /&gt;
Leggere onde si proponevano in ombra sulla sabbia e le dune parevan muoversi fra questi giochi di mare.&lt;br class='autobr' /&gt;
Serena Cavalieri, Fisico nucleare, giovane scienziata, se ne stava accovacciata sopra un masso casualmente l&#236;, forse portato dal mare in una giornata di tempesta.&lt;br class='autobr' /&gt;
Una bella ragazza dagli occhi azzurri di rara intelligenza , giovane, appena trentenne, un corpo ben fatto, capelli biondi e tanta voglia di vivere.&lt;br class='autobr' /&gt; Pensava assorta in un complicato andirivieni tormentoso di idee che questa volta, stranamente, non riuscivano a trovare la giusta conclusione.&lt;br class='autobr' /&gt; La mia mente diceva sommessamente, corre oggi alla ricerca dei reali contenuti della conoscenza, ma non riesce a trovarli. Sembra incredibile dopo tanti anni di studio e dopo avere raggiunto ragguardevoli traguardi, stasera non riesco ad andare avanti d'un passo. Ho studiato la scienza in ogni sua componente, sono padrona assoluta di tutto ci&#242; che oggi possiamo conoscere, eppure mi sembra di non sapere quasi niente. Davvero quello che ho studiato, quello che decine di illustri professori mi hanno insegnato, &#232; tutto ci&#242; che possiamo conoscere? E poi: siamo certi che quello che io do per certo sia realmente la verit&#224;? Penso ad Aristotele e poi a Tolomeo, le loro sbagliate conoscenze e teorie le abbiamo studiate e credute vere per qualche centinaio di anni addirittura qualche migliaio di anni poi d'un tratto qualcuno si &#232; reso conto che non erano che bufale e siamo passati oltre. E poi ancora oltre, sempre pi&#249; avanti, fino ai nostri giorni. Ed eccomi qua assorta in tantissimi pensieri che non concludono alcuna risposta certa.&lt;br class='autobr' /&gt; Noi come pensiamo la realt&#224; che abbiamo di fronte? Un dubbio atroce mi sta venendo: davvero universalmente per tutti noi c'&#232; la stessa realt&#224;? O se qualcuno pensasse l'universo in modo diverso da me cosa accadrebbe? Abbiamo parlato di queste cose l'altro ieri con Gianluca Forti, un ingegnere, lavora presso un istituto di ricerca spaziale e cosa abbiamo concluso? Che forse il nostro modo di pensare ci&#242; che abbiamo di fronte, il nostro modo di fare scienza non &#232; l'unico. Con tutta probabilit&#224; ce ne sono altri e prima o poi li scopriremo.&lt;br class='autobr' /&gt; Insomma noi intuiamo la realt&#224; attraverso le sensazioni in un andirivieni di spazio e di tempo. Una realt&#224; che si adatta al nostro modo di pensarla. In fondo &#232; il nostro pensiero che detta le coordinate della realt&#224; che abbiamo di fronte. E' come se la realt&#224; fosse dentro di noi e la distribuissimo ordinatamente all'esterno con numeri e costruzioni geometriche.&lt;br class='autobr' /&gt; Ma ci&#242; che scaturisce dal nostro pensiero &#232; una realt&#224; finita o una realt&#224; infinita. Opera nell'ambito delle cose terrene oppure ricerca verit&#224; spirituali? Dovrei parlare di questo con Franco. Anch'egli un mio caro amico. Abbiamo fatto insieme le scuole secondarie e insieme a lui ho preso la prima laurea in matematica poi le nostre vie si sono irrimediabilmente separate lui se n'&#232; andato verso la ricerca delle verit&#224; assolute. Alla ricerca delle vere ragioni dell'esistenza. Oggi &#232; un eminente studioso di teologia, &#232; un sacerdote o meglio un'Eminenza. E' un Cardinale.&lt;br class='autobr' /&gt; Franco Pievani Cardinale, ecco il suo numero di cellulare. Vediamo se riesco a rintracciarlo. Ciao Franco&#8230;&#8230; Pardon, Eminenza. Sono Serena&#8230;. Serena Cavalieri.&lt;br class='autobr' /&gt; Serena! Ma &#232; bellissimo! Quanto tempo &#232; passato&#8230;.. Quanti bei ricordi. Sono contento di sentirti. Serenella, il piccolo genio, la luce delle nostre conoscenze scientifiche liceali. Dimmi tutto. Franco&#8230;&#8230; Eminenza&#8230;.. non so come chiamarti, sono un po' in difficolt&#224;. Lascia perdere Serena, sono sempre io il tuo compagno di scuola. Senti, da qualche giorno sono assillata dai problemi della conoscenza e da ci&#242; che noi intendiamo per realt&#224; del mondo e dell'universo. Insomma non sono pi&#249; certa che quello che noi pensiamo, quello che abbiamo studiato, quello che conosciamo, sia davvero la realt&#224; che abbiamo di fronte. Ricorro a te per le tue convinzioni teologiche ed anche per le tue conoscenze. Vorrei porti una domanda: secondo te Dio, al quale te credi e sei servitore, come ha costruito l'universo? Perch&#233; possa essere pensato e risolto in varie maniere o in unico modo? Insomma quello che noi oggi pensiamo sia l'universo lo &#232; poi veramente? E' questo Franco il dubbio che da un po' di tempo non mi da pace. Perbacco, questa &#232; davvero una domanda interessante. Cosa posso dirti di pi&#249; che Dio ha creato l'universo e con esso esseri intelligenti perch&#233; potessero conoscerlo. Io non so dirti se quello che noi oggi crediamo sia il nostro universo sia poi anche l'universo di Dio. Questo lo sa solo Lui. &lt;br class='autobr' /&gt; Vedi Serena se noi vediamo questo universo ci&#242; significa che Dio ha scelto che lo vedessimo. E' sempre Lui che decide ogni cosa.&lt;br class='autobr' /&gt; Ci salutammo e mi incamminai assorta in pensieri assai pi&#249; grandi di me.&lt;br class='autobr' /&gt; Raggiunsi una scogliera. Le onde del mare si infrangevano su essa e spumeggiavano e le gocce fittissime di acqua carica di cristalli di sale si spargevano in aria. Il profumo del mare era intenso come intensi erano stati fino a quel momento i miei pensieri. Il sole ormai era in procinto di scendere al di l&#224; dell'orizzonte. Il mare stava cambiando i colori. I gabbiani stanchi si sistemavano sugli scogli. Mentre osservavo questa natura vidi l&#236; vicino un uomo che stava armeggiando presso un grosso scoglio. Mi incurios&#236; e mi avvicinai. Aveva presso di se un grande accumulatore di corrente. Di quelli potenti, che in assenza di energia elettrica da soli fanno funzionare grandi macchine . Lo stava rifornendo di energia: quel grande scoglio aveva intorno a s&#233; un consistente alone di densa luce e un cordone di essa si collegava all'accumulatore. Forse sto sognando. Non &#232; possibile. Questo signore sta prendendo energia da una pietra! Lo guardai fissa negli occhi. Cap&#236; che mi stavo interrogando su questo fatto cos&#236; fuori dalla mia portata mentale. Sorrise e mi disse:&lt;br class='autobr' /&gt; Non meravigliarti, tutto ci&#242; che &#232; vita &#232; anche energia. Il nostro pianeta &#232; vivente , non &#232; natura morta. Pulsa in ogni sua parte di energia. Basta saperla conoscere per poterla usare. Ma te come fai a conoscerla? Non lo so . L'ho sempre fatto. Ho sempre pensato questo. Questo &#232; il mio modo di interpretare la realt&#224;. Questo &#232; l'universo che io penso sia: una immensa carica di energia. Insomma tu pensi che questo sasso produca energia ed esso la produce davvero? Non saprei. Io ho questa conoscenza, che per me &#232; ormai defintivamente acquisita. Il resto &#232; pura realt&#224;. Perch&#233; allora per me non &#232; cos&#236;? Forse il mio pensiero corre su altre lunghezze di energia? Forse, oppure &#232; soltanto una questione di ricerca di nuovi pensieri.&lt;br class='autobr' /&gt; Credo dobbiate ancora abbandonare l'opinione secondo cui di fronte agli eventi naturali noi siamo degli spettatori passivi, sui quali la natura stessa pone la propria regolarit&#224; e adottare quella secondo cui, nell'assimilare i dati sensibili, imprimiamo attivamente ad essi l'ordine e le leggi del nostro pensiero. L'universo dunque porta con se l'impronta della nostra mente. Quell'uomo si incammin&#242; col proprio accumulatore ormai carico e spar&#236; fra gli scogli e le dune. La sera era ormai arrivata. La luna quella sera piena stava alta nel cielo. Le stelle si sparpagliavano per il mare.&lt;br class='autobr' /&gt; Guardai ancora per un attimo quel sasso ormai spento. Alzai la risvolta del maglione e risi. Risi tantissimo. Risi di me stessa e del mio modo di essere analfabeta.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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