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	<title>Centro Walter Tobagi - Pisa</title>
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		<title>LA FRECCIA DEL TEMPO</title>
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		<dc:creator>Tobagi Admin</dc:creator>



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&lt;p&gt;LA FRECCIA DEL TEMPO: DALLA SCIENZA ALLA FILOSFIA &lt;br class='autobr' /&gt;
Una nuova teoria spiega perch&#233; il tempo ci appare scorrere in una sola direzione come un effetto finora ignorato della gravit&#224; ? La teoria per&#242; comporta che il big bang non sia affatto l'inizio di tutto, ma solo un punto centrale da cui si dipartono due frecce del tempo in direzioni opposte: cos&#236; noi saremmo nel lontanissimo passato di un universo che scorre lungo la freccia del tempo opposta alla nostra, e viceversa. Che si tratti della (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://spip.tobagi.eu/spip.php?rubrique5" rel="directory"&gt;Chi Siamo&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;LA FRECCIA DEL TEMPO: DALLA SCIENZA ALLA FILOSFIA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una nuova teoria spiega perch&#233; il tempo ci appare scorrere in una sola direzione come un effetto finora ignorato della gravit&#224; ? La teoria per&#242; comporta che il big bang non sia affatto l'inizio di tutto, ma solo un punto centrale da cui si dipartono due frecce del tempo in direzioni opposte: cos&#236; noi saremmo nel lontanissimo passato di un universo che scorre lungo la freccia del tempo opposta alla nostra, e viceversa. Che si tratti della gravitazione di Newton, dell'elettrodinamica di Maxwell, delle relativit&#224; speciali e generali di Einstein o della meccanica quantistica, tutte le equazioni che meglio descrivono il nostro universo funzionano perfettamente sia che il tempo scorra in avanti sia che scorra all'indietro. Per pi&#249; di un secolo, la spiegazione standard per &#034;la freccia del tempo&#034;, come la chiam&#242; per primo l'astrofisico Arthur Eddington nel 1927, &#232; quella di una propriet&#224; emergente della termodinamica, come fu indicata per la prima volta nel XIX secolo dal fisico austriaco Ludwig Boltzmann. In questa prospettiva, ci&#242; che percepiamo come freccia del tempo &#232; in realt&#224; solo l'inesorabile ricominciare ad arrangiarsi di stati altamente ordinati in inutili configurazioni casuali. Cio&#232; un prodotto della tendenza universale di tutte le cose di raggiungere l'equilibrio tra di esse.&lt;br class='autobr' /&gt; L'essenzialit&#224; di questa idea &#232; che &#034;le cose vanno a catafascio&#034;, ma, pi&#249; formalmente, si tratta di una conseguenza della seconda legge della termodinamica, che Boltzmann contribu&#236; a formulare. La legge stabilisce che in ogni sistema chiuso, come l'universo stesso, l'entropia , il disordine pu&#242; solo aumentare. L'aumento di entropia &#232;&lt;br class='autobr' /&gt;
una certezza cosmica, perch&#233; per un determinato sistema ci sono sempre molti pi&#249; stati disordinati di quelli ordinati, cos&#236; come ci sono molti altri modi per sparpagliare i documenti su una scrivania che per sistemarli in un unico mucchio. La freccia del tempo della termodinamica allora suggerisce che il nostro universo osservabile sia iniziato in uno stato molto speciale di ordine elevato e bassa entropia, tutto era a posto e fermo, come un incontaminato uovo cosmico materializzatosi all'inizio del tempo per poi essere rotto e strapazzato per tutta l'eternit&#224;. Dall'epoca di Boltzmann in poi, gli scienziati allergici a una tale immacolata concezione hanno lottato con questo enigma.A distanza di anni, Nel terzo millennio, Si ha ancora fiducia nella prospettiva che l'aumento di entropia sia la sola fonte per la freccia del tempo, senza bisogno di altre influenze come ad esempio la gravit&#224;. &lt;br class='autobr' /&gt;
La vera domanda &#232;: il nostro universo &#232; cos&#236;? Questa &#232; la questione pi&#249; difficile.&#034;&lt;br class='autobr' /&gt; Alan Guth, cosmologo Massachusetts Institute of Technology ed altri hanno lavorato ad un tentativo di risposta termodinamica alla nuova sfida di una freccia gravitazionale del tempo: Il segreto termodinamico per il successo del modello, dicono, &#232; l'ipotesi che l'universo abbia una capacit&#224; di entropia illimitata. Insomma,&lt;br class='autobr' /&gt;
&#034;Arthur Eddington coni&#242; il termine 'freccia del tempo', e fece la famosa affermazione che il rimescolamento di materia ed energia &#232; l'unica cosa che la natura non pu&#242; annullare&#8221;. &#034;Noi siamo qui, a mostrare al di l&#224; di ogni dubbio, che questo &#232; in effetti esattamente ci&#242; che fa la gravit&#224;. Prende sistemi che sembrano straordinariamente disordinati e li rende meravigliosamente ordinati. E questo &#232; quanto &#232; successo nel nostro universo. Stiamo realizzando l'antico sogno greco dell'ordine che emerge dal caos.&#034;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E A TUTTO QUESTO SI AGGIUNGE LA FILOSOFIA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'evidenza che il tempo ha nell'esperienza comune costituisce il punto di partenza dell'analisi filosofica. Tuttavia non appena si passa alla traduzione concettuale di quella realt&#224;,che pure appare essere punto di riferimento centrale nella costruzione della nostra esperienza e insieme del senso della nostra esistenza, immediatamente emerge la difficolt&#224; di tradurre in concetti il nostro vissuto temporale. &#200; l'imbarazzo che mostra Agostino: &#8220;Eppure vi &#232; o no una nozione pi&#249; familiare e nota, nei nostri discorsi, del tempo? Che cos'&#232; dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede lo so; se vogliono che lo spieghi loro , non lo so&#8221;. Infatti sembra che ad un proprio alunno che gli chiedeva : &#034;maestro, ma prima che il mondo fosse Dio cosa faceva? Lui rispose: pensava a costruire l'inferno per quelli come te! Ma questo imbarazzo traduce in realt&#224; una condizione aporetica ( incerta )del tempo, come bene aveva chiarito Aristotele. Il tempo si pone come qualcosa che &#232; distinguibile in parti e quindi divisibile in presente, passato e futuro. Ma queste parti del tempo, che costituiscono l'orizzonte della nostra vita, quando vengono analizzate, diventano prima inafferrabili per poi quasi dissolversi. Passato e futuro infatti sembrano appartenere piuttosto al nulla che all'essere. Sono varianti per cos&#236; dire del nulla. Infatti l'uno non &#232; pi&#249; e l'altro non &#232; ancora. Per&#242; l'uno costituisce il distendersi e l'accumularsi nella nostra memoria dell'esperienza del nostro trascorrere la vita. L'altro si pone come l'apertura dell'orizzonte del nostro agire, cio&#232; del nostro rapportarci al mondo secondo i nostri bisogni, paure e speranze. Lo stesso presente, nella sua riduzione al puro punto senza estensione, mostra di non poter avere nessun carattere di permanenza e di stabilit&#224; come pure sembra richiedere la nostra ingenua concezione del presente. L'aporeticit&#224; del tempo, a partire dal pensiero di Parmenide, coinvolge innanzitutto il carattere di &#8220;essere&#8221; del tempo e insieme forse l'origine legittimo del parlare della natura temporale o meno degli enti che sono nell'essere. L'essere non &#232; tempo. Con questo asserto Parmenide rompe con l'esperienza greca. Parmenide, vede la realt&#224;, ormai espressa nella riduzione a sostantivo neutro del participio presente del verbo essere : L'essere &#232; l'&#171;&#232;&#187;. &#8220;L'essere non era n&#233; sar&#224;, giacch&#233; esso &#232; ora, tutto insieme, uno e continuo. . Il tempo, messo in questione da Parmenide in nome dell'essere, semplicemente non &#232;. Per&#242; esiste forse un senso dell'essere, che legittima il tempo nel suo essere? Pu&#242; darsi. Ma anche Aristotele, per il quale il divenire e quindi anche il tempo che ne costituisce la struttura essenziale, sono posti come indubitabilmente essenti, come tali, per cui la loro negazione non &#232; neppure in grado di costituirsi, deve ammettere che il tempo nella sua immediatezza si pone come aporetico. L'aporetica assume, nella maggior parte delle considerazioni del tempo, il carattere di una trattazione preliminare ineliminabile . Questa &#8220;tensione&#8221; in termini di fisica si traduce come irreversibilit&#224; - la freccia del tempo - e nel secondo principio della termodinamica sulla dissipazione dell'energia. Ma in termini filosofici questa considerazione del tempo introduce il non essere, cio&#232; quanto non pu&#242; n&#233; essere n&#233; essere detto e pensato, secondo l'ingiunzione parmenidea. L'aporetica coinvolge quindi insieme l'esistenza e l'essenza. IL DOMANDARE FILOSOFICO SUL TEMPO La filosofia si apre dunque con la domanda sul tempo: a) se esiste; b) come esiste; c) qual &#232; la sua natura. Un tale domandare ha una caratteristica peculiare: esso coinvolge insieme colui che domanda, in quanto essenzialmente contrassegnato nel proprio essere dal tempo. Si interroga sul tempo colui che &#232; per essenza un &#8220;essere nel tempo&#8221;. Come osserva Seneca: Reliqua nobis aliena sunt, tempus tamen nostrum est. &#8220;L'essere dunque viene concepito a partire dal tempo&#8221;. In questo modo la questione &#8220;del&#8221; tempo ha valore insieme soggettivo e oggettivo. Attraverso il tempo, &#232; problematizzato l'essere dell'uomo e infine l'essere tout-court.&lt;br class='autobr' /&gt;
PER LE SCIENZE E IL TEMPO , tuttavia non si pu&#242; assolutamente dimenticare che nella tradizione filosofica occidentale la questione del tempo ha insieme valenza filosofica e scientifica. Questo legame permane anche nel filone di riflessione platonica e neo-platonica&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Astianatte&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>CHI SIAMO</title>
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		<dc:date>2006-11-24T19:04:21Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Raimondo Pistoia</dc:creator>



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&lt;p&gt;Finalit&#224; e attivit&#224; del centro &lt;br class='autobr' /&gt; Il centro W. tobagi nasce a Pisa nel mese di giugno del 1982, per volont&#224; di un gruppo di persone, tutte appartenenti al vecchio PSI, che si riunirono e decisero l'apertura di questa importante attivit&#224; culturale cittadina. Per statuto il Centro W. Tobagi di Pisa pone al centro della propria attivit&#224; la cultura pisana e i suoi problemi sociali.
&lt;br class='autobr' /&gt; Il primo Presidente responsabile e fondatore &#232; stato Sirio Ruglioni a cui segu&#236; Raimondo Pistoia, tutt'oggi in (...)&lt;/p&gt;


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&lt;a href="http://spip.tobagi.eu/spip.php?rubrique5" rel="directory"&gt;Chi Siamo&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Finalit&#224; e attivit&#224; del centro&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il centro W. tobagi nasce a Pisa nel mese di giugno del 1982, per volont&#224; di un gruppo di persone, tutte appartenenti al vecchio PSI, che si riunirono e decisero l'apertura di questa importante attivit&#224; culturale cittadina. Per statuto il Centro W. Tobagi di Pisa pone al centro della propria attivit&#224; la cultura pisana e i suoi problemi sociali.&lt;br class='autobr' /&gt; Il primo Presidente responsabile e fondatore &#232; stato Sirio Ruglioni a cui segu&#236; Raimondo Pistoia, tutt'oggi in carica.&lt;br class='autobr' /&gt; La citt&#224; ha avuto dal Centro Tobagi un ottimo contributo di iniziative socio culturali identificabili in numerosi dibattiti e convegni. Presentazione di libri. Discussione su tematiche di ampissima portata sociale come l'energia e la giustizia. &lt;br class='autobr' /&gt; Oggi si presenta come grande collante fra la societ&#224; degli anni ottanta e l'era della attuale modernit&#224;, che rischia di perdere irrimediabilmente tanti dei valori su cui la nostra societ&#224; con fatica ha basato la propria esistenza. Un compito arduo questo, che non sempre pone il Centro nelle simpatie del potere costituito di turno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IL PRESIDENTE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;RAIMONDO PISTOIA&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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